Resilienza Ordinaria Magia
- Dott. Paolo Olivari

- 13 lug 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Adversity causes some men to break; others to break records William Arthur Ward
Il mondo dello sport è un ambiente stimolante, in cui gli atleti si mettono alla prova e tentano d’ oltrepassare i propri limiti fisici e mentali. Tuttavia, questi tentativi generano stress. I ritmi d’allenamento, le trasferte, i rapporti con il proprio allenatore e l’avvicinamento della competizione sono solo alcuni dei fattori che possono generare pressione nella vita di uno sportivo. Per far fronte a tutto ciò, ecco che entra in gioco un concetto che richiama con sé l’abilità da parte delle persone di mantenersi al top e proseguire nei propri obiettivi nonostante lo stress e le avversità della vita. Stiamo parlando della resilienza.
Che cosa è la resilienza?
Nello sport, la resilienza è l’abilità di resistere alla pressione (psicologica). La parola resistere è importante perché richiama l’idea di uno scudo che protegge l’atleta o la squadra dall’effetti negativi dello stress. Si avete sentito bene, perché la resilienza non è solo individuale ma esiste anche la resilienza di squadra, nella quale i membri di un team utilizzano le loro risorse collettivamente per adattarsi alle difficoltà mantenendo alto il livello di performance e il benessere. La resilienza è un processo che si sviluppa nel tempo, e può mutare a seconda del contesto in cui ci troviamo. È un costrutto composto da più elementi (es. motivazione, fiducia in sé stessi, caratteristiche della personalità) ma il suo cuore risiede nel challenge mindset, ovvero la capacità dello sportivo di vedere lo stress e le avversità come opportunità di crescita sportiva/umana.
Che cosa non è la resilienza?
Bisogna tenere presente che la resilienza non è una qualità interna posseduta soltanto da persone eccezionali. Infatti, essa è allenabile, ed è una capacità che può essere sviluppata da chiunque (Insomma: una ordinaria magia!). Attenzione anche a non intendere la resilienza come uno stato a cui bisogna aspirare a tutti i costi o una panacea per tutti i problemi legati alla performance in gara. Infine, la resilienza non è mettere la propria salute (e quella degli altri) a rischio. Infatti, alcune condotte deleterie possono essere il negare tutto quando si è sotto pressione, rimproverare/isolare i compagni di team che sono vulnerabili allo stress o mettere a rischio la propria salute per “il bene della squadra”. Non stiamo parlando di super-uomini, bensì di persone che sanno abbracciare anche le proprie fragilità.
Come allenarla?
Esistono molte strategie per sviluppare la resilienza psicologica che si basano sulle tecniche di mental training e il lavoro con gli allenatori e la società nella creazione di un ambiente che possa portare gli atleti ad uscire gradualmente delle proprie zone di comfort. L’idea è portare sempre di più lo sportivo a essere consapevole che sta a lui come interpretare e reagire agli eventi che capitano. A tal proposito ti proponiamo un breve esercizio per iniziare ad allenare il tuo challenge mindset. La prossima volta che sei di fronte ad una sconfitta o un evento particolarmente stressante prova a farti queste domande:
Che lezioni ho tratto da questo evento?
Esiste un altro modo di vedere la situazione?
Ho tutte le informazioni a disposizione per giudicare ciò che mi è appena successo?
Se fra un mese non potessi più fare sport, quanto importante sarebbe questa sconfitta per me?




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